Turchia 2009Il diario e le impressioni

by Lia Garavini

Turchia 2009: Cappadocia, il lago Tuz gol, le case rupestri , i camini delle fate

TURCHIA 2009
15 settembre 2009 / 22 settembre  

verso la Cappadocia,
il lago Tuz Gol, le Case Rupestri,
i Camini delle fate
 

Il lago salato di Tuz Gol

Durante il trasferimento, lungo la strada, incrociamo il lago salato di Tuz Gol, un’immensa distesa di sale a cielo aperto di cui non è facile scorgere da una riva il suo opposto.
L’effetto che ne deriva, con il sole che splende, assomiglia a quello di un campo da sci, spezzato come in montagna, da cieli intensi color turchino e bianche nuvole leggere.
Per la luce abbagliante gli occhiali da sole sono un obbligo.
Il lago ha una salinità altissima: da un litro di acqua è possibile ricavare oltre 300 grammi di sale.
La raccolta avviene nel mese di agosto quando le acque del lago si ritirano. L’apprezzato minerale viene caricato a mano sugli autocarri che lo trasportano, per essere raffinato, nelle vicine città.
Il paese e la popolazione di Sereflicoçhisar, poco distante dal lago, vive e si arricchisce lavorando ed esportando sale per tutta la Turchia.

Cappadocia.  Ancora un po’ di chilometri e a sera arriviamo nel cuore della Cappadocia.
L’albergo si trova a Kaymakli molto vicino all’area dove sono concentrati i luoghi, tutelati dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, a maggior interesse paesaggistico e storico.
Proprio in questo piccolo paese, dove alloggeremo, negli anni sessanta è stata rinvenuta la seconda città sotterranea più importante della regione. La parte da noi visitata non sembra un’area molto estesa, tuttavia essendo più piccola è anche meno affollata e il vantaggio è che si possono meglio apprezzare la funzione che le varie stanze scavate avevano in caso di pericolo e di attacco.
Straordinari poi diventano l’uso di ruote di pietra di varie dimensioni, realizzate sul posto, che scorrendo su dei solchi avevano il compito di chiudere e isolare alcune stanze tra di loro e, pertanto, di interromperne il passaggio verso altri cunicoli e verso altre successive stanze.

Cappadocia, le Case RupestriLa profondità delle case sotterranee non è        superiore a sette/otto metri e le zone adibite a cucina risultano annerite dal fumo e dalla fuliggine dei fuochi ai quali non bastava l’angusto pertugio collocato in testa alla grotta ad uso di camino.
Le conseguenze della claustrofobia miete le sue vittime e  alcune persone, per paura, rimangono fuori.
Nell’antica lingua persiana “ kappadokia”  significava  “ terra dei cavalli”  molto ricercati in epoca romana oggi, tuttavia, di questa antica professione dell’allevamento non si nota più l’esistenza.

cappadocia, la mappaOra ci troviamo al centro della Cappadocia, in un’area di circa trecento chilometri quadrati racchiusa idealmente in un triangolo con ai vertici tre città: AKSARAY, KAYSERI (l’antica Cesarea) e NIDGE.Non ci sono parole per descrivere questa terra né per raccontare le più tipiche caratteristiche della zona, tanto è forte quell’aria di mistero che le pervade.
Enormi coni di roccia a forma di fungo, i famosi “ camini delle fate” , spuntoni, chiese rupestri scavate, innumerevoli stanze e cappelle decorate con splendidi affreschi, i più belli dei quali si trovano senz’altro nella chiesa rupestre detta “del melo” , risalente all’VIII secolo a.C..