|
ll primo segno contrario alla
vacanza arriva una settimana prima della partenza.
Piogge torrenziali
con successivo alluvione
colpisce drammaticamente la parte europea della città di
Istanbul. Dalle notizie, ma ancor più dalle immagini, che
scorrono in televisione, constatiamo la gravità della
situazione. Trenta morti e parte della città sommersa da
acque
limacciose.

Strade trasformate in fiumi
d’acqua in grado di ghermire
qualsiasi cosa o persona; decine, centinaia di auto galleggianti
vengono trascinate via dalla furia dell’acqua.
Stessa sorte tocca persino a mastodontici bus sul tetto dei quali
riusciamo a scorgere, nel tentativo di mettersi in salvo, numerose
persone in balia degli eventi atmosferici.
Le
previsioni meteorologiche ci informano, come se gli elementi
naturali non si fossero del tutto scatenati, che la situazione non
è destinata a migliorare. Procedendo
con ulteriori approfondimenti su internet scopriamo che la
zona turca dove alloggeremo è sufficientemente distante dalle 
aree colpite .
L’area della città di Istanbul dove pernotteremo
si trova, in pratica, sul versante opposto.
Tuttavia veniamo a sapere che le strade di collegamento per
l’aeroporto internazionale “Ataturk” non
sono
praticabili per i detriti che la violenza e
l’impetuosità
delle acque hanno riversato lungo le vie di
comunicazione.Non ci consola il fatto che l’aeroporto sia
raggiungibile e
aperto ai voli internazionali.
Non
facciamo in tempo a
convincerci che una rinuncia al viaggio sarebbe un errore, che arriva
il
secondo segnale
premonitore. Un terremoto
di
magnitudo 4,5 (
scala Richter ) scuote l’Anatolia concentrandosi in
particolare
vicino la città di Konia: una tappa prevista dal nostro tour.
Per fortuna non si registrano morti, feriti sì….
a centinaia.
A questo punto lo sconforto ci assale e cominciamo a pensare che il
viaggio tanto agognato fosse nato sotto un cattivo auspicio e che
forse, come il celebre matrimonio dei “Promessi
Sposi” di
manzoniana memoria, non s’avesse da fare!
Con ansia, ma non con meno speranza, attendiamo lo sviluppo degli
eventi attaccati ad internet alla continua ricerca delle ultime
notizie. Intanto sul sito “viaggiare
sicuri” del
Ministero
degli Affari Esteri compaiono le prime raccomandazioni anche se la
forma e il tono dei comunicati ufficiali emessi invitano alla prudenza
senza drammatizzare la situazione.
La speranza aumenta.
A quattro giorni dalla sofferta partenza ecco il terzo segno negativo.
Un banale incidente in bici ma dalle conseguenze funeste ( frattura
dell’alluce del piede con annesso intervento operatorio)
obbliga
la coppia di amici che con noi doveva far parte della spedizione turca,
a rinunciare.
Eccoci ridotti in
quattro.
Mentre paiono migliorare le condizioni del tempo sulla
Turchia, anche
il nostro Ministero si affretta a
dire……”emergenza
meteo conclusa”, e i lavori di sgombero e di pulizia dei
detriti
dalle strade vanno avanti, un’altra maledizione si annuncia. La quarta.
Uno stillicidio quasi a ricordare le “dieci piaghe”
che
colpirono l’Egitto dei faraoni durante il periodo nel quale
sottomise in schiavitù il popolo eletto da Dio:
l’acqua
del Nilo mutata in sangue, l’invasione delle rane, delle
zanzare,
la piaga delle ulcere, la grandine, le cavallette, ecc..ecc.. un
finimondo crudelissimo…..fintanto che gli
“sventurati
ebrei” furono lasciati andare, guidati da Mosè,
verso la
terra promessa.
Riusciremo noi
superstiti a raggiungere la terra turca?
Ad appena tre giorni dalla partenza un principio di
ascesso ad un
molare aggredisce Donatella.
Emergenza totale !!
Si corre ai ripari con una visita medica di domenica, alcune lastre al
dente incriminato e somministrazione, in dosi massicce, di
antibiotici.
Dall’allarme rosso alla guerra totale all’infezione.
|