Turchia 2009Il diario e le impressioni

by Lia Garavini

Segni premonitori

TURCHIA
15 settembre 2009 / 22 settembre 2009   

Quattro segni premonitori

ll primo segno contrario alla vacanza arriva una settimana prima della partenza.

Piogge torrenziali con successivo alluvione colpisce drammaticamente la parte europea della città di Istanbul. Dalle notizie, ma ancor più dalle immagini, che scorrono in televisione, constatiamo la gravità della situazione. Trenta morti e parte della città sommersa da acque limacciose.                   

Istanbul, strade alluvionate

Strade trasformate in fiumi d’acqua in grado di ghermire qualsiasi cosa o persona; decine, centinaia di auto galleggianti vengono trascinate via dalla furia dell’acqua.
Stessa sorte tocca persino a mastodontici bus sul tetto dei quali riusciamo a scorgere, nel tentativo di mettersi in salvo, numerose persone in balia degli eventi atmosferici.

Le previsioni meteorologiche ci informano, come se gli elementi naturali non si fossero del tutto scatenati, che la situazione non è destinata a migliorare.  Procedendo con ulteriori approfondimenti su internet scopriamo che la zona turca dove alloggeremo è sufficientemente distante dalleIstanbul, strade alluvionate aree colpite . L’area della città di Istanbul dove pernotteremo si trova, in pratica, sul versante opposto.
Tuttavia veniamo a sapere che le strade di collegamento per l’aeroporto internazionale “Ataturk” non sono praticabili per i detriti che la violenza e l’impetuosità delle acque hanno riversato lungo le vie di comunicazione.Non ci consola il fatto che l’aeroporto sia raggiungibile e aperto ai voli internazionali.

Non facciamo in tempo a convincerci che una rinuncia al viaggio sarebbe un errore, che arriva il
secondo segnale premonitore. Un terremoto di magnitudo 4,5 ( scala Richter ) scuote l’Anatolia concentrandosi in particolare vicino la città di Konia: una tappa prevista dal nostro tour.
Per fortuna non si registrano morti, feriti sì…. a centinaia.
A questo punto lo sconforto ci assale e cominciamo a pensare che il viaggio tanto agognato fosse nato sotto un cattivo auspicio e che forse, come il celebre matrimonio dei “Promessi Sposi” di manzoniana memoria, non s’avesse da fare!
Con ansia, ma non con meno speranza, attendiamo lo sviluppo degli eventi attaccati ad internet alla continua ricerca delle ultime notizie. Intanto sul sito “viaggiare sicuri”  del Ministero degli Affari Esteri compaiono le prime raccomandazioni anche se la forma e il tono dei comunicati ufficiali emessi invitano alla prudenza senza drammatizzare la situazione.
La speranza aumenta.

A quattro giorni dalla sofferta partenza ecco il terzo segno negativo.
Un banale incidente in bici ma dalle conseguenze funeste ( frattura dell’alluce del piede con annesso intervento operatorio) obbliga la coppia di amici che con noi doveva far parte della spedizione turca, a rinunciare.
Eccoci ridotti in quattro.

Mentre paiono migliorare le condizioni del tempo sulla Turchia, anche il nostro Ministero si affretta a dire……”emergenza meteo conclusa”, e i lavori di sgombero e di pulizia dei detriti dalle strade vanno avanti, un’altra maledizione si annuncia. La quarta.
Uno stillicidio quasi a ricordare le “dieci piaghe” che colpirono l’Egitto dei faraoni durante il periodo nel quale sottomise in schiavitù il popolo eletto da Dio: l’acqua del Nilo mutata in sangue, l’invasione delle rane, delle zanzare, la piaga delle ulcere, la grandine, le cavallette, ecc..ecc.. un finimondo crudelissimo…..fintanto che gli “sventurati ebrei” furono lasciati andare, guidati da Mosè, verso la terra promessa.     

Riusciremo noi superstiti a raggiungere la terra turca?

Ad appena tre giorni dalla partenza un principio di ascesso ad un molare aggredisce Donatella.

Emergenza totale !!
Si corre ai ripari con una visita medica di domenica, alcune lastre al dente incriminato e somministrazione, in dosi massicce, di antibiotici.   
Dall’allarme rosso alla guerra totale all’infezione.