
TURCHIA 2009
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Lunga e diritta correva la strada |
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Così, con la bellezza delle parole di “Canzone per un’amica”, Francesco Guccini ricordava poeticamente il triste epilogo di una giovane ragazza iniziato con un viaggio in auto baciato dal sole caldo di un’estate appena iniziata Sia chiaro
l’accostamento all’accaduto, che la canzone
descrive con versi e musica molto belli, non propone analogie: in
pratica ha l’unico scopo di esorcizzare lo sviluppo di un
viaggio, il nostro, caratterizzato da alcuni penosi inconvenienti che
ci sono piombati addosso. Dopo
un tentativo andato a vuoto che prevedeva una permanenza in terra turca
di ben quindici giorni e un gruppo minimo di sedici persone, la
comitiva abile alla partenza trovava il suo gruppo definitivo in sei
persone tutte affiatate. |
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un’accurata preparazione dell’itinerario un
rinvio sarebbe stato una vera e propria iattura. Un viaggio verso un
qualsiasi paese
diverso dal proprio per cultura, tradizioni e costumi va affrontato con
una conoscenza non superficiale e con una base nozionistica adeguata. E
la Turchia seppure scatenasse in ciascuno di noi un interesse
profondo rientrava in questa categoria.
Ripeto senza una giusta, anche se minima, conoscenza saremmo incorsi in un grave errore di sottovalutazione o ancor peggio di presunzione. Ecco perché tutto quanto ci capitasse sottomano, dalla carta stampata ad internet, dai libri del premio Nobel - Orhan Pamuk - alle guide turistiche veniva incamerato come utile bagaglio di informazioni da usare al momento opportuno. In questo modo avevamo acquisito la prima, necessaria, infarinatura ed un assaggio, seppure a distanza, delle numerose sfaccettature, anche religiose, del luogo che ci doveva accogliere per una settimana. Ad esempio è stato importante apprendere che il governo turco, retto dal partito del primo ministro Erdogan, nelle ultime elezioni del 2007 aveva dovuto allearsi, per vincere, con il partito islamico e altrettanto utile si è rivelata la conoscenza di un fatto politico accaduto, più o meno, un anno fa. La Turchia aveva rischiato di cadere nuovamente nell’ingovernabilità e nel ricorso alle urne anticipate se non fosse che la Corte Suprema aveva respinto, decidendo con un solo voto di scarto, la richiesta di messa al bando del partito del premier per attività antilaiche. |