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Hierapolis e Pamukkale
Finita la visita del Museo di
Mevlana, da Konia ci spostiamo verso Pamukkale stazionando,
fortunatamente solo per una notte, in un albergo a Denizli abbastanza
malridotto e disorganizzato.
Pamukkale, ( pamuk=cotone / kale= castello ) castello di cotone è un quadro impressionista.
Una macchia di color bianco candido.
Un luogo magico e spettacolare, unico al mondo, dove trionfa un
paesaggio da fiaba con grandi vasche di calcare pietrificato di un
bianco abbagliante.
Le acque delle sorgenti termali provenienti dalla montagna cariche di
sali di calcio si depositano sui bordi delle vasche creando stalattiti,
prodotte dalla tracimazione dell’acqua, e che corrono lungo le
pareti delle vasche stesse.
Le sorgenti di acqua calda sono state usate fin dal tempo dei romani
per il loro potere terapeutico, tanto è vero che lungo il dorso
della montagna si trovano ancora le rovine della città di
Hierapolis con uno stupendo teatro romano al cui rinvenimento e
sistemazione hanno contribuito grandi aziende italiane come l’ENI.
Pamukkale con Hierapolis è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità
Tuttavia questa splendida creazione della natura è
malata perché ha subìto, da parte degli uomini, abusi
inauditi quando parte dell’acqua termale fu incanalata per
riempire le vasche artificiali degli alberghi che nel frattempo erano
sorti lì attorno.
Indietro negli anni fu permesso ai turisti di fare, anche, il bagno
all’interno delle vasche naturali. Fu l’inizio della rovina.
Oggi, per fortuna, il sito è sorvegliato da alcuni addetti e
pertanto meglio controllato dall’ intemperanza dei numerosi
visitatori.
Tutto ciò è ampiamente conosciuto perché quanto
accaduto rientra nelle informazioni che le stesse guide ti danno,
eppure non è raro sentire il sibilo dei fischietti dei guardiani
che richiama qualche “distratto” e maleducato turista
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