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Verso ANKARA, la Capitale
Partiamo da Istanbul nel primissimo pomeriggio con destinazione Ankara, la capitale turca.
Fu Ataturk a trasferire, nel 1927, la capitale della Turchia da Istanbul ad Ankara con una precisa motivazione tutta in chiave militare.
Ataturk da esperto stratega dell’esercito riteneva che Ankara,
collocata al centro della Turchia, fosse più facilmente
difendibile di una città affacciata sul Bosforo e con molti
fianchi scoperti dal punto di vista difensivo.Oggi Ankara conta quattro
milioni di abitanti.
Il trasferimento previsto in bus è di 450 chilometri. Sono annunciate due tappe: il lago Sepançia e Bolu con arrivo ad Ankara attorno alle venti di sera.
Un’autostrada a tre corsie, per senso di marcia, unisce le due città ma il traffico è molto rarefatto.
Incrociamo diverse auto, qualche bus, pochi camion.
Lungo
l’autostrada il paesaggio muta gradualmente. Rigoglioso e
verdeggiante lungo il tratto fino a Bolu ( circa 200 chilometri )
che risente ancora del clima mite del mare, mentre proseguendo il
colore prevalente diventa il giallo con la presenza, in particolare, di
grandi distese di stoppie di grano. L’Anatolia, d'altronde,
rimane tuttora una grande fornitrice di grano per tutto il Paese e in
Turchia c’è un ottimo pane.
Nella zona del Mar Nero, a nord-est del Paese, a Rize per la precisione si produce la stragrande quantità del thè che si commercia e si consuma in Turchia.
Dalla raccolta si ricava la bevanda nazionale turca “il
çay” (si pronuncia “ciai”) e va consumato
bollente.
Ogni turco, secondo Ahmed, ne beve giornalmente almeno sette/otto bicchieri.
Le nocciole, invece, che
utilizziamo in gran quantità per produrre la famosa
“Nutella” o semplici stecche di cioccolato nocciolato,
provengono da Ordu e Giresun.
Bursa invece che si trova
sul versante ovest, nella regione dell’Egeo, oltre ad ospitare
una fabbrica della FIAT è importante per la produzione del baco da seta.

La Turchia, dopo la Cina e la
Thailandia, è la terza produttrice mondiale del prezioso filo
che poi diventa un pregiatissimo tessuto.
Ad Ankara ci fermiamo una notte.
All’indomani visitiamo il bellissimo “ Museo delle civiltà anatoliche” e poi via per la Cappadocia.
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