India Nepal 2010 Il diario e le impressioni di Beppe Ruzziconi
La partenza



by Lia Garavini
Partenza

Da Ferrara a Delhi
12  13 marzo 2010

Abbiamo lasciato Ferrara coperta da una spessa coltre di neve. Un freddo e ostinato inverno ci ha fatto compagnia al pari di un amico scortese che periodicamente ci ricordava che la stagione invernale può essere lunga, fredda e a tratti capricciosa. Per ben cinque volte, con condizioni atmosferiche scandite dal vento e dal gelo, abbiamo toccato con mano altrettante copiose nevicate.
Cinque come le dita di una mano: ma di questo “spiritoso” inverno sarà l’ultima nevicata?
Di sicuro non siamo in grado di immaginare quale clima troveremo al nostro ritorno: i nostrani meteorologi faticano già a districarsi su periodi più brevi, figurarsi per pronostici di due settimane.
Tuttavia, quello che per noi conta in questo preciso istante è che lasceremo alle nostre spalle, per quindici giorni, un clima freddo e gelido di montagna.
Neve a FerraraLungo il percorso per l’aeroporto il sole fa fatica a bucare le dense e grigie nuvole ancora cariche di neve; poi, in modo risoluto, si decide ad uscire da dietro la fitta trama nuvolosa tanto che durante il trasferimento approfittiamo dei suoi caldi e luminosi raggi e Venezia ci accoglie con un clima quasi primaverile. Il sole se la ride.
Ora le nuvole si sono compresse nella laguna e nelle valli, lasciando liberi i monti .

Venezia : Aeroporto Marco Polo

L’aeroporto Marco Polo è pieno di gente in attesa della partenza.
Dal tabellone elettronico compaiono i primi voli cancellati per uno sciopero nazionale della CGIL. Il nostro volo passa indenne e in perfetto orario ( alle 15,35 ) l’aereo della compagnia araba Emirates decolla.
Destinazione Dubai. Per oltre quattro ore voliamo a quota undicimila metri, ad una velocità di 940 km orari e con una temperatura esterna che sfiora i meno sessanta gradi centigradi. Seguiamo la rotta dal monitor collocato nella parte retrostante degli schienali dei sedili .
Da Venezia l’aereo punta in direzione di Istanbul, sorvola Ankara e si dirige fino ai confini orientali turchi sfiorando la Georgia…….poi vira decisamente sopra l’Iraq, il Kwait, sorvola il Golfo Persico e il Bahrain dove dopodomani ( domenica 14 marzo 2010 ) prenderà il via la stagione di Formula 1.
Forza Ferrari…….ma sportivamente auguri a Schumacher che a 41 anni suonati ritenta il brivido della competizione con la Mercedes GP, nata dopo aver rilevato la struttura della Brawn laureatasi campione del mondo nel 2009.
Ora manca meno di un’ora  di volo e l’aeroporto di Dubai è già a portata di atterraggio e una virata decisa annuncia che sono cominciate le manovre.
E’ buio e dalla posizione in cui sono non riesco a vedere nulla.
Immagino una Dubai piena di luci, un’ampia distesa di sabbia e un immenso aeroporto.

Sosta a Dubai

grattacielo Burj DubaiDubai: a sinistra il Burj Dubai, il grattacielo più alto del mondo (circa 800 m)
L’inaugurazione del grattacielo più alto del mondo è avvenuta all’ inizio dell’anno 2010.
Pochi  conoscono, tuttavia, i retroscena sgradevoli che alimentano ancora la sua  costruzione.  Il costo è stato interamente finanziato dalle banche estere, ma da quando su Dubai si è abbattuto il ciclone finanziario gli operai che l’hanno costruito attendono ancora le loro spettanze.
Gli operai  sono stati licenziati senza ricevere nemmeno la liquidazione, oltre ai mancati stipendi.
Di tanto luccichio….dubitate gente, dubitate !!

All’aeroporto di Dubai, un immenso scalo per 40 milioni di passeggeri, sostiamo quattro ore in attesa della partenza per Nuova Delhi alle 4,40 di notte.
Per l’imbarco ci mettiamo in fila per tempo, passiamo attraverso controlli meticolosi e accurati che gli addetti alla sicurezza rigidamente eseguono e di conseguenza assistiamo al formarsi di lunghe file incanalate ordinatamente  lungo il tortuoso sentiero predisposto.

Arriviamo in India alle 9,15 del 13 marzo 2010.

La trafila degli accertamenti per la sicurezza, un po’ meno giustificabili durante il percorso di uscita, si ripete anche qui all’aeroporto internazionale Indira Ghandi. Stessi formali controlli, medesime lunghe file d’attesa.
In India un detto dice : ” il tempo ha tempo”, una sacrosanta massima che sperimenteremo in più di una occasione e così mi torna alla mente un bellissimo brano  di Ivano Fossati dal titolo “ C’è tempo” :

Dicono che c'è un tempo per seminare 
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte 
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto,
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire…..

C'è un tempo perfetto per fare silenzio,
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini
quando è l'ora muta delle fate….

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo, c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente…..

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
 io dico che c'era un tempo sognato,
che bisognava sognare. “   ( Ivano Fossati_ 2003 )

Una volta riusciti a superare tutte le verifiche degli addetti alla vigilanza ci mettiamo alla ricerca della nostra guida indiana. La incontriamo nella parte finale della hall, dopo aver attraversato un lungo corridoio stipato, su entrambi i lati, di persone gesticolanti con decine di cartelli alla ricerca dei loro clienti o semplicemente per attirare l’attenzione dei parenti o degli amici.
La guida si chiama Pankaj ( letteralmente  “fiore di loto” ) Kashyap ed è un giovane trentatreenne di Delhi, laureato in Economia e Commercio e con un periodo di studi per la lingua italiana presso l’Università per gli stranieri di Perugia.
La guida ci invita, con il suo italiano forbito, a chiamarlo Paolo perché più semplice da ricordare e ci accoglie regalandoci, prima di salire sul bus che ci accompagnerà all’albergo, una collana di tagete (garofani indiani arancioni) come augurio per una piacevole ed interessante vacanza.
Ora siamo davvero in India !!