
Durante il trasferimento è possibile notare, pur in
costanza di un paesaggio visibilmente arido, un paesaggio che cambia. Si vedono
alcune aree verdi in grado di distinguersi dal persistente e dominante color
grigio del paesaggio.
In Giordania, l ‘acqua, è il bene prezioso per eccellenza
e dove c’è la presenza di acqua si sviluppa la presenza dell’uomo e compaiono
gli appezzamenti di terreno coltivato che forniscono modesti raccolti: grano,
olive, patate, cocomeri, carote. I terreni prevalentemente sabbiosi favoriscono
questo tipo di coltivazioni che tuttavia si rivelano del tutto insufficienti
per l’autosostentamento del Paese come pure per il consumo di carne bianca
nonostante i numerosi capannoni di allevamento di polli incontrati lungo la
strada per il castello di Karak.
Quali se nel Paese non si estrae neppure un barile di petrolio?
Ai più appare strano comprendere i motivi per cui nei paesi limitrofi ci siano
pozzi petroliferi e in Giordania neanche l’ombra? L’assenza di ricerche
riguarda decisioni di politica economica interna?
Domande che rimangono senza risposta.
Nel frattempo ci siamo lasciati alle spalle il canyon
Zarad la cui terra è ricca di minerale di fosfato che viaggia quotidianamente,
ventiquattro ore su ventiquattro, verso il porto di Aqaba trasportato da un
lungo treno che corre su una ferrovia a scartamento ridotto.
Il canyon di Armon è profondo circa settecento metri e
lungo sette chilometri.
Mentre si scende seguendo pericolosi tornanti, dall’alto
si intravede un piccolo invaso trattenuto da una diga di modeste dimensioni il
cui contenuto prezioso di acqua piovana viene usato per l’irrigazione di piante
coltivate lungo le scarpate. Nonostante la presenza di acqua non si ha
l’impressione di trovarsi di fronte ad una zona umida e fertile tanto il
terreno, tutt’attorno, è arso e pietroso .
Madaba, il mosaico-mappa
I centri abitati lungo il percorso per Madaba sono rari
però non mancano, in ognuno, il minareto e la moschea ed è un po’ come nei
nostri piccoli paesi che per quanto piccoli non manca mai una chiesa e un
campanile.
Verso Madaba il
paesaggio cambia e comincia ad assomigliare a zone del nostro sud con
molti ulivi, fichi d’india, un po’ di vite. Si vedono pini, belle palme ed
eucalipti che segnalano la presenza di acqua e poi greggi di pecore e cavalli
al pascolo.
La
scoperta fu merito del frate francescano Michele Piccirillo che scoprì il mosaico-mappa. Per vederlo basta salire a
Madaba, città sulle colline a sud di Amman e che decora il pavimento di una
chiesa bizantina dedicata a San Giorgio, con una mappa dettagliata del Medio
Oriente antico.

la zona del Monte Nebo
Dalla sommità del Monte Nebo, che svetta con i suoi
ottocento metri sul livello del mare, è possibile godere, nelle giornate
nitide, del panorama della Terra Santa e, a nord, una più limitata visuale
della valle del Giordano. Inoltre si possono ammirare la città di Gerico, in
Cisgiordania, e la città santa di Gerusalemme .
Gli ebrei tuttavia, prima di entrarvi, vagarono per il
deserto del Sinai per 40 anni, al termine dei quali Mosè morì: Dio gli permise
solo di vedere la terra promessa dall'alto di un monte, ma non di entrarvi.