Giordania 2008Il diario e le impressioni
Il Diario di Roberta : Il Deserto di Wadi Rum

by Lia Garavini

Il Diario di Roberta : Il Deserto di Wadi Rum


WadiRum

Dopo Petra altra meraviglia del mondo: il deserto del Wadi Rum reso famoso, nei primi anni del ventesimo secolo, dalle imprese di Thomas Edwar Lawrence  meglio conosciuto come Lawrence d’Arabia, noto per le sue imprese militari, per aver riunito la popolazione araba, frammentata in innumerevoli tribù e clan, e per averla guidata vittoriosamente contro i turchi.

Il trasferimento verso il deserto del Wadi Rum avviene con il bus ed occorrono novanta minuti per arrivarci e altrettanti con la jeep per fare il safari.
Il moderno centro che accoglie i visitatori è realizzato sul modello di una fortezza, un avamposto isolato dove con l’immaginazione e la fantasia si possono ancora vedere soldati di vedetta lungo le mura fortificate, con abiti coloniali color sabbia, muniti di lunghi fucili intenti a scrutare l’orizzonte infinito per chiamare a raccolta i soldati in caso di assalto da parte dei predoni del deserto.

Il sole non da tregua anche se all’ombra la calura è attenuata da una leggera brezza. A queste latitudini le ombre proiettate in terra non sono allungate ma si possono calpestare tanto il sole è a picco sulle nostre teste.

Il deserto di Wadi Rum

Ma il Wadi Rum, “Luce dalla Valle della Luna” è anche lo spettacolo che ci si para davanti : formazioni rocciose e sabbia finissima dalle tonalità rosa, a volte rosse oppure marroni e perfino gialle.

Lo spettacolo che si può gustare qui, a differenza di Petra che è stata scavata dalle sapienti e abili mani dell’uomo, è dovuto all’azione millenaria dell’erosione del vento in grado di creare scorci di straordinaria bellezza .