
Sharm si
trova nella parte meridionale del Sinai bagnata
dal Mar Rosso,
da una parte
il Golfo di Aqaba e dall’altra il Golfo di Suez
mentre la punta è delimitata dal Parco Marino nazionale di
Ras Mohamed .
La costa che guarda il Golfo di Aqaba verso nord è un
enorme divertimentificio sulla barriera corallina e ancora si sta
costruendo .
La domanda è quanto durerà la barriera a seguito
dell’invasione dei turisti? C’è che
giura di aver visto, dieci anni fa, una
barriera in migliori condizioni .
Nel deserto il dromedario riesce a vivere mangiando una
volta alla settimana e resistendo eccezionalmente alla sete.
Mohamed, la nostra giovane guida che ha studiato a Perugia
all’Università degli stranieri, ci informa che
nel deserto esiste un proverbio che dice sia
l’uomo il parassita del
dromedario o “nave del deserto” come preferiscono
chiamarlo gli arabi.

La parte occidentale del deserto, guardando la cartina del Sinai, offre migliori condizioni e maggiori opportunità per le coltivazioni agricole e per l’allevamento.
Wadi
Mandar, i dromedari sono pronti per la
cammellata
La valle dove siamo diretti dista circa una mezz’ora di viaggio. Dopo alcuni chilometri lasciamo la strada asfaltata per imboccarne una sterrata. Quando arriviamo al campo dei beduini i dromedari sono già pronti.
Case basse e
colorate convivono con la presenza di tende
vere e proprie dove i turisti vengono accolti all’ombra ed
invitati ad
assaporare, sorseggiandolo con cura, un thè bollente.
Beduino deriva da “bedu” che vuol dire
“abitante del
deserto ma ormai anche qui, in un impeto di globalizzazione, sono
giunte le
tecnologie più avanzate.
Ciò è tanto vero quando al nostro arrivo mancando
tre
dromedari il beduino, senza fare una piega, estrae un cellulare dalla
tasca del
caftano e chiama chi gli risolverà il problema in meno di
cinque minuti.
La valle di Mandar
è un’ampia spianata attorniata da una
corona di montagne rocciose.
Attorno e dentro la spianata alcune case, tende, recinti
per animali (capre principalmente) e rare acacie del deserto.
La tonalità di colori di questo deserto è
più spenta in
confronto a quella rosa, a volte rossa o marrone del Wadi Rum, ma
altrettanto
suggestiva e intensa.
I dromedari
mancanti sono arrivati e noi siamo pronti per
salirvi in groppa.
Se
l’animale in piedi raggiunge al garrese l’altezza
di
circa un metro e ottanta, nella posizione di salita, cioè
ripiegato come una
“costruzione meccano” sulle sue lunghe e ossute
gambe, non supera il metro alla
sella….e salire in groppa diventa una facile impresa.
Una volta in sella, che in realtà assomiglia più
ad un
basto per il carico, il dromedario si drizza prima con le gambe
posteriori e
poi con quelle anteriori obbligando il trasportato ad un movimento con
il corpo
in grado di accompagnare l’ondulazione per evitare colpi alla
schiena .
Viceversa quando l’animale si siede per la discesa.
Dall’alto
si ha un bel colpo d’occhio e d’ora in poi si
tratta di assecondare l’andatura lenta e ciondolante, ma
regolare, del
dromedario durante lo spostamento.
Un altro
piccolo segreto riguarda la postura. La posizione
più comoda si raggiunge ripiegando la gamba sinistra
appoggiandola all’altezza
delle spalle del dromedario. In questo modo si è capaci, non
solo, di avere un
portamento stabile ma di riuscire a procedere lungo il tragitto con
molta
scioltezza e naturalezza fino a trovare con l’animale la
giusta sintonia del movimento.
Nella Valle
di Mandar vive una tribù di beduini di circa
un centinaio di persone ( otto/dieci famiglie in tutto) il cui capo
è scelto
tra i più vecchi e i più saggi.
I giovani beduini arrivano al matrimonio in età molto
giovane; una ragazza può sposarsi anche a quattordici anni
per poi essere
relegata, permanentemente, ai lavori di casa. Quasi una vita da reclusa
in una
piccola e chiusa struttura sociale. Quando noi arriviamo incontriamo
uomini,
bambini e bambine ma non donne adulte.

la cammellata nel deserto
di Wadi Mandar
Nonostante la semplicità dell’organizzazione
sociale anche
in queste società familiari rappresentano un incentivo
all’autorizzazione la
posizione economica della famiglia del ragazzo, la quantità
di greggi di cui è
proprietaria e i dromedari che è in grado di offrire alla
famiglia della futura
sposa.
In attesa del matrimonio le donne nubili possono indossare
vestiti dai colori vivaci e sgargianti ma una volta sposata
l’abbigliamento
deve avere un solo colore: il nero col velo sul volto.
La differenza invece tra un ragazzo single o uno sposato
consiste nel portare la kefia rossa per il primo e nera per il secondo.
Concludiamo
la cammellata aspettando il tramonto e poi
consumando la cena beduina sotto la tenda.
Finito di
mangiare si balla e poi si
torna in albergo a mettere in ordine le ultime cose.
Wadi Mandar, si balla al ritmo beduino
luci a Sharm vecchia.