Giordania 2008Il diario e le impressioni
Il Diario di Roberta : Sharm El Sheikh

by Lia Garavini

Il Diario di Roberta : Sharm El Sheikh


Sharm El Sheikh


Con l’arrivo a Sharm inizia la vacanza tutto relax condita con qualche escursione e fuori programma.

Sharm si trova nella parte meridionale del Sinai bagnata dal Mar Rosso, Barriera corallina vista dall'aereoda una parte il Golfo di Aqaba e dall’altra il Golfo di Suez mentre la punta è delimitata dal Parco Marino nazionale di Ras Mohamed . 
La costa che guarda il Golfo di Aqaba verso nord è un enorme divertimentificio sulla barriera corallina e ancora si sta costruendo .
La domanda è quanto durerà la barriera a seguito dell’invasione dei turisti? C’è che giura di aver visto, dieci anni fa, una barriera in migliori condizioni .

         dall'aereo la costa con la barriera corallina

 La cammellata

La strada che dall’estrema punta sud del Sinai porta a Sharm vecchia taglia longitudinalmente la costa attraversando Hadaba, Naama Bay, l’aeroporto, il parco naturale di Nabq fino a Dahab .
La Valle di Mandar o Wadi Mandar si trova nel deserto orientale arido e roccioso e completamente spoglio di piante. Resistono al sole caldo e al vento secco  solo le acacie del deserto dalle foglie strettissime per trattenere la poca acqua che cade dal cielo e che a loro volta diventano alimento per i dromedari.
Nel deserto il dromedario riesce a vivere mangiando una volta alla settimana e resistendo eccezionalmente alla sete.In questo caso sfrutta la capacità di procurarsi ( fino a cento litri) una discreta riserva di acqua in pochi minuti.Per il cibo, invece, essendo un ruminante usa e riusa ciò che ha ingerito e a volte si nutre anche dei suoi escrementi.

Mohamed, la nostra giovane guida che ha studiato a Perugia all’Università degli stranieri, ci informa che  nel deserto esiste un proverbio che dice sia l’uomo il parassita del dromedario o “nave del deserto” come preferiscono chiamarlo gli arabi.

dromedari a riposo

Al tempo stesso diventa animale da soma, cavalcatura, produttore di latte, di carne e di pelle che sono, per i beduini, prodotti essenziali.
I dromedari sono ancora considerati animali di grande valore per le famiglie beduine anche se non sfuggono alla nostra vista le auto parcheggiate  ( soprattutto pick-up- una sorta di auto furgone) nei pressi delle abitazioni.
Un animale giovane di cinque/sei anni può essere valutato, a detta di Mohamed, fino a duemila euro e la dote del maschio beduino per un matrimonio non può essere al disotto di cinque dromedari.

La parte occidentale del deserto, guardando la cartina del Sinai, offre migliori condizioni e maggiori opportunità per le coltivazioni agricole e per l’allevamento.

Wadi Mandar, i dromedari sono pronti per la cammellata

La valle dove siamo diretti dista circa una mezz’ora di viaggio. Dopo alcuni chilometri lasciamo la strada asfaltata per imboccarne una sterrata. Quando arriviamo al campo dei beduini i dromedari sono già pronti.

Case basse e colorate convivono con la presenza di tende vere e proprie dove i turisti vengono accolti all’ombra ed invitati ad assaporare, sorseggiandolo con cura, un thè bollente.
Beduino deriva da “bedu” che vuol dire “abitante del deserto ma ormai anche qui, in un impeto di globalizzazione, sono giunte le tecnologie più avanzate.
Ciò è tanto vero quando al nostro arrivo mancando tre dromedari il beduino, senza fare una piega, estrae un cellulare dalla tasca del caftano e chiama chi gli risolverà il problema in meno di cinque minuti.

La valle di Mandar è un’ampia spianata attorniata da una corona di montagne rocciose.Wadi Mandar
Attorno e dentro la spianata alcune case, tende, recinti per animali (capre principalmente) e rare acacie del deserto.
La tonalità di colori di questo deserto è più spenta in confronto a quella rosa, a volte rossa o marrone del Wadi Rum, ma altrettanto suggestiva e intensa.

 Ovunque un’aridità impressionante tanto che anche i beduini, ormai stanziali e dotati di mezzi di spostamento più veloci del dromedario, hanno rinunciato a cercare la falda acquifera per costruirci il  pozzo preferendo i più comodi rifornimenti di acqua nei supermercati.

I dromedari mancanti sono arrivati e noi siamo pronti per salirvi in groppa.

Se l’animale in piedi raggiunge al garrese l’altezza di circa un metro e ottanta, nella posizione di salita, cioè ripiegato come una “costruzione meccano” sulle sue lunghe e ossute gambe, non supera il metro alla sella….e salire in groppa diventa una facile impresa.
Una volta in sella, che in realtà assomiglia più ad un basto per il carico, il dromedario si drizza prima con le gambe posteriori e poi con quelle anteriori obbligando il trasportato ad un movimento con il corpo in grado di accompagnare l’ondulazione per evitare colpi alla schiena . Viceversa quando l’animale si siede per la discesa.

Dall’alto si ha un bel colpo d’occhio e d’ora in poi si tratta di assecondare l’andatura lenta e ciondolante, ma regolare, del dromedario durante lo spostamento.

Un altro piccolo segreto riguarda la postura. La posizione più comoda si raggiunge ripiegando la gamba sinistra appoggiandola all’altezza delle spalle del dromedario. In questo modo si è capaci, non solo, di avere un portamento stabile ma di riuscire a procedere lungo il tragitto con molta scioltezza e naturalezza fino a trovare con l’animale la giusta sintonia del movimento.

Nella Valle di Mandar vive una tribù di beduini di circa un centinaio di persone ( otto/dieci famiglie in tutto) il cui capo è scelto tra i più vecchi e i più saggi.
I giovani beduini arrivano al matrimonio in età molto giovane; una ragazza può sposarsi anche a quattordici anni per poi essere relegata, permanentemente, ai lavori di casa. Quasi una vita da reclusa in una piccola e chiusa struttura sociale. Quando noi arriviamo incontriamo uomini, bambini e bambine ma non donne adulte.

la cammellata
la cammellata nel deserto di Wadi Mandar

Nella tribù la ragazza da sposare viene scelta dal maschio ma è il padre della prescelta ad autorizzare la possibile unione.
Nonostante la semplicità dell’organizzazione sociale anche in queste società familiari rappresentano un incentivo all’autorizzazione la posizione economica della famiglia del ragazzo, la quantità di greggi di cui è proprietaria e i dromedari che è in grado di offrire alla famiglia della futura sposa.
In attesa del matrimonio le donne nubili possono indossare vestiti dai colori vivaci e sgargianti ma una volta sposata l’abbigliamento deve avere un solo colore: il nero col velo sul volto.


La differenza invece tra un ragazzo single o uno sposato consiste nel portare la kefia rossa per il primo e nera per il secondo.
                          

Concludiamo la cammellata aspettando il tramonto e poi consumando la cena beduina sotto la tenda.il ballo Finito di mangiare si balla e poi si torna in albergo a mettere in ordine le ultime cose.

                             Wadi Mandar, si balla al ritmo beduino

La vacanza è terminata, ma è stata una gran bella vacanza….“ ma ora si spengono le luci e tacciono le voci”.

 Almeno fino alla prossima.

Sharm vecchia

                          

 

   luci a Sharm vecchia.