Giordania 2008Il diario e le impressioni
Il Diario di Roberta : Petra

by Lia Garavini

Il Diario di Roberta : Petra


Petra
Per visitare Petra ci svegliamo presto, saliamo sul bus di buon mattino :
Verso Petra

abbigliamento leggero, scarpe da tennis e rifornimento di acqua.

Percorriamo lunghi nastri di asfalto in mezzo a zone aride e sassose. Attraversiamo vallate e lunghi canyon e ogni tanto intravediamo tende beduine, greggi di capre e dromedari alla ricerca del pascolo .


                       Tende beduine, lungo la strada  per Petra


Nello spazio che ci separa dalla città nabatea di Petra ammiriamo grandi vallate rocciose arse dal sole e, a parte qualche modesto insediamento di case tutte uguali, i rari incontri che facciamo, pastori e animali, ci indicano, in questi luoghi così ostili, l’unica testimonianza della presenza di vita.

La città di Petra, nel passato, era un centro importante sulla via commerciale che univa l’antica Mesopotamia e l’Egitto e i commercianti in un momento prospero di ricchezze costruirono una città nella roccia con facciate riccamente decorate. Tra i resti della città si trovano anche vestigia romane come il teatro, ancora in buone condizioni, o bizantine.
Dall’Unesco, Petra è stata riconosciuta come patrimonio dell’umanità ed è insediata in un bacino tra il Wadi Araba, il Mar Rosso e il Golfo di Aqaba.
Nel 1985, quando ciò avvenne, i beduini lasciarono la città su richiesta del governo giordano con l'accordo che avrebbero potuto lavorare all'interno di
Petra come operai al servizio di archeologi, venditori o continuare a pascolare le proprie capre nelle campagne.
L'unica proibizione fu quella di non fermarsi a dormire nel sito durante la notte.
Petra, ancora oggi la si raggiunge a piedi o a cavallo e l'ingresso più caratteristico passa attraverso una lunga insenatura tra alte montagne lunga circa 1,5 km e profonda fino a 200 metri. Nel punto più stretto misura soltanto due metri di ampiezza.

L'ingresso è un antico letto di un fiume, che tramite un profonda gola tagliata nelle alte pareti di arenaria porta alla zona centrale della città.
Alla fine di questo lungo corridoio si intravede la più bella delle elaborate rovine di Petra: il  c.d. Tesoro che non è stato costruita ma interamente scavata nella roccia rossa. 
La posizione nascosta, tra rocce e pareti scoscese, e la disponibilità di acqua fecero del sito un luogo propizio allo sviluppo e alla prosperità di una città anche perché era uno dei terminali dell’antica via delle spezie .

PetraPetra, la facciata del Tesoro

 Arrivarci dal canyon è come rivivere la scena del film” Indiana Jones alla ricerca dell’arca perduta” nel quale Harrison Ford in sella ad un cavallo lanciato a tutta velocità, d’un tratto si trova dinnanzi la meraviglia architettonica del Tesoro Proseguendo per la vallata si scorgono numerosi manufatti, tombe, abitazioni, luoghi di culto, un teatro romano. 
Visitare Petra in un giorno significa abbandonare qualsiasi lettura o guida; al contrario occorre camminare con l’andatura dello scalatore di sentieri di montagna.
C'è poi un monumento che non deve assolutamente mancare, il Monastero.
E' impressionante e sontuoso tanto quanto il Tesoro, ma a differenza del Tesoro questa meraviglia bisogna guadagnarsela dopo una salita di ben ottocento scalini che richiede almeno 40 minuti di arrampicata.

C’è anche chi sceglie di farsi trasportare da instancabili asinelli.

 Petra: verso il Monastero

 
Petra, verso il Monastero

 

Arrivati in cima, però, si può ammirare uno dei più grandi monumenti di Petra. D’obbligo un po’ di relax, un bollente thè alla menta e poi via di nuovo si torna indietro giù per scalini e stretti sentieri .