Giordania 2008Il diario e le impressioni
Il Diario di Roberta : Il Mar Morto

by Lia Garavini

Il Diario di Roberta : Il Mar Morto


Mar Morto

Partenza mattiniera da Amman. Direzione sud-ovest verso il Mar Morto dove ci arriviamo scendendo una vallata brulla e arida. A volte perfino rocciosa.
Ogni tanto lungo la strada si incontrano chek point militari.
Questa fascia di confine con Israele è presidiata da soldati giordani , più a nord il controllo è in mano all’Autorità Palestinese. Il confine, complessivamente, è lungo oltre quattrocento chilometri ed è tra i più presidiati al mondo forse secondo solo, per quantità di soldati dispiegati, al confine russo-cinese mongolo-siberiano.

cartello: Mar MortoScendiamo fino ad arrivare al punto zero sul livello del mare e poi giù ancora per diciotto chilometri fino al mare imboccando un rettilineo da dove si possono vedere nitidamente, in assenza di foschia, la città di Gerico a destra e Gerusalemme di fronte.
Corriamo adiacente la valle del fiume Giordano che sfocia, come unico immissario, nel Mar Morto.
DEAD SEA, dall’inglese, ha una salinità impressionante pari al 36% e una temperatura dell’acqua di trentacinque gradi centigradi tanto che, pure nei periodi più freddi per questa latitudine,la temperatura non scende sotto i 10°C .
E’ inutile cercare forme di vita in questo ambiente così salato, l’unica riesce a sopravvivere è l’Artemisia Marina che si forma attorno ai quaranta metri di profondità, degli ottantacinque totali, e che viene sfruttata, principalmente, dai centri benessere per la cura della psoriasi.

La valle del fiume Giordano è una zona molto fertile ricca di coltivazioni di banane, arance, pompelmi nonostante il fiume che sbocca nel Mar Morto,attualmente, assomigli ad un modesto torrente. Ciò a causa del fatto che a nord gli israeliani, per procurarsi acqua potabile ed irrigare le loro aride terre hanno captato, tramite una diga, una parte consistente di acqua. Ai giordani resta ben poco, più o meno del 5% del flusso e così nel Mar Morto sfocia un “fiume depredato” massicciamente della sua portata di acqua.  

Il Mar Morto si trova nel punto più basso della Terra. Una depressione che scende fino a quattrocento metri sotto il livello del mare.

Così del tutto casualmente, nel volgere di un anno, ci siamo ritrovati a calpestare zone dove svettano le cime più alte e più suggestive del mondo ( Tibet e catena himalayana nel maggio 2007 ) e, al contrario, la più bassa depressione della Terra ( il Mar Morto nel 2008).

Il Mar Morto all’apparenza non è differente da altri mari se non per gli abbondanti sedimenti di sale, visibili a vista d’occhio, che si notano depositati a riva da lunga distanza.

Si galleggia in acquaEntrati in acqua si prova la sensazione di essere a contatto con un liquido di una densità diversa e le onde provocate dai movimenti sembrano simili a quelle di un fluido oleoso; però l’emozione più intensa e più strana la si prova nel momento dell’immersione.

Difficile rimanere in piedi dove non si tocca tanto che se ci si lascia andare a corpo morto ci si ritrova a galleggiare a pelo d’acqua e ad assumere le più disparate posizioni: sdraiati supini (o posizione del morto), stando comodamente seduti per leggere perfino un giornale, di fianco come distesi su un antico triclinio romano.

Ci si sente come tanti sugheri tanto è improbabile andare a fondo e qui il noto principio di Archimede del corpo immerso nell’acqua che riceve una spinta dal basso verso l’alto ecc. ecc., trova la sua dimostrazione pratica più facile.