Giordania 2008Il diario e le impressioni
Il Diario di Roberta : Amman: la Capitale

by Lia Garavini

Il Diario di Roberta : Amman: la Capitale


Amman

Amman è una città di tremilioni di abitanti e si sviluppa attorno e sopra svariati colli ( si parla di sette come della città di Roma ) e corre dentro il letto di un fiume oggi trasformato in una strada a quattro corsie con un traffico continuo ed incessante.
Dal tempio di Ercole o dalle rovine del palazzo Al Qal’Ah ( la cui cupola è stata rifatta in legno con il contributo della cooperazione spagnola ), collocati entrambi sopra uno dei colli, si nota la struttura densa e avvolgente della città di Amman.

La città ha avuto uno sviluppo urbanistico spropositato e del tutto fuori controllo a seguito delle ondate di profughi avvenute dopo le guerre del 1967 ( guerra dei sei giorni ) e del 1973 ( guerra del Kippur ) combattute da Egitto, Siria e Giordania contro Israele per la riconquista dei territori occupati del Sinai e delle alture del Golan.
E’ così che Amman di appena duecentomila abitanti  si è trovata a fronteggiare l’esodo di circa un milione di profughi al quale dare un rifugio e un lavoro.
A partire dagli anni ’70 la città di Amman si espande urbanisticamente e per matrici successive tale per cui nessun Piano Regolatore sarebbe stato in grado di reggere all’urto dell’emergenza.
E così , infatti, è avvenuto!
Anche la reggia dei monarchi giordani immersa nel verde di una pineta, una macchia verde in contrasto con il candore della “città bianca”, è stata avvolta dal massiccio sviluppo edilizio .
Amman a vederla dall’alto è così tanto compatta e densa che, neanche tanto metaforicamente, potrebbe assomigliare ad uno sciame d’api raccolto attorno alla sua regina.
Una visione bella e suggestiva con migliaia di case arrampicate lungo i costoni, tutte uguali, tutte a forma di cubo con l’immancabile parabola sul tetto. Nell’insieme tuttavia, nonostante l’altissima densità abitativa, il colpo d’occhio è straordinario e unico.
Sopra i tetti e fino al cielo ogni tanto si vedono volare e volteggiare gli aquiloni. Sbucano dai vicoli strettissimi della città, come i quartieri spagnoli della città di Napoli o le calle della città di Venezia , e si alzano coloratissimi quasi a voler osservare dall’alto e in modo distaccato il formicaio e le operose formiche.

Amman è una città aperta, vivace ma caotica nel traffico; i giordani sono gentili con i turisti stranieri e in particolare con gli italiani.
Il suq di Amman è stracolmo di negozi di abbigliamento con fogge mediorientali, oggettistica raramente interessante e souvenir pacchiani per turisti.

Purtroppo anche qui, in sostituzione dell’artigianato locale, sono arrivati i prodotti cinesi e parlare di invasione non è esagerato. Naturalmente non mancano negozi gestiti direttamente dai cinesi.Riparazio dello zaino

Comunque il mercato, nonostante la stragrande maggioranza dei prodotti siano privi di interesse cosicché per trovarne occorre cercare con attenzione, è un’esplosione di sensazioni: dagli odori che si respirano ai bellissimi accostamenti dei colori, dalla percezione del calore alla gentilezza delle persone che in modo discreto ti saluta e ti invita a comprare la propria merce senza eccessi, senza insistenza.

Ad un certo punto decidiamo di imboccare, perché incuriositi, una via stretta piena di uomini al lavoro con macchine da cucire e ferri da stiro. Decine di sarti attorniati e sovrastati da tagli di camicie, cravatte, pantaloni e giacche di stile classico e un po’ demodè. In questo contesto, tutto ciò, poteva apparire bello da osservare con meraviglia e forse alcuni capi anche comodi da indossare ma, di sicuro, da sconsigliare per gli acquisti.

Però non potevamo perdere l’occasione per verificare la loro maestria con l’arte del cucito. Allo scopo decisi di ricorrere ad una riparazione d’emergenza per lo zaino che avevo dietro e che durante le varie escursioni aveva subito una profonda lacerazione.

Sottoponiamo il caso ad un ragazzo gentile e sorridente, un egiziano del Cairo, che accetta volentieri e che con abilità da maestro ripara lo zaino con appena quattro colpi di macchina e un’infilata di ago alla modica spesa di un dinaro e mezzo ( all’incirca un euro e mezzo ); gliene lascio due.