Viaggio in Cina 2007 La Cina di Beppe, parole in libertà
Le note di Beppe: Da Lhasa a Sangri La;




by Lia Garavini


Le note di Beppe: Da Lhasa a Sangri La


Salutiamo il Tibet e voliamo da Uno dei dieci voli aereiLhasa verso Shangri-la.

Dall'aereo si rivive lo spettacolo della vista delle montagne innevate della catena himalayana. Un sole splendente ne accentua ulteriormente il fascino e la bellezza. Un detto cinese dice:" la neve eterna può portare il sole e la luna a perdere la loro luminosità".

Arriviamo nella regione dello Yunnan che per i cinesi è la " nuvola del sud" in quanto a sud della catena montuosa delle nuvole tibetane.
Un angolo di mondo incastonato fra il Tibet, il Vietnam, il Laos e Myamar (la ex-Birmania) ai più ancora nascosto e meta ideale per la varietà delle bellezze naturali, la forte identità culturale e le componenti etniche. In volo per Lhasa . La catena dell'HimalayaSi attraversano picchi innevati, foreste pluviali, laghi e pagode sino a Zhongdian dove a tremiladuecento metri sul livello del mare James Hilton trovò la mitica Shangri-la. Cittadini con abiti tradizionali coloratissimi vivono tenendo fede agli antichi costumi matriarcali ed accolgono i visitatori sempre con un sorriso.
Il salto della tigre

 

Da Shangri-la a Lijiang viaggiamo in bus senza prima perderci lo spettacolo naturale del "salto della tigre" del fiume Yangtze. Un corso d'acqua torrentizio ed impetuoso, dal colore melmoso che scorre scavando anse e improvvisando salti e sbuffi d'acqua.

 

A Lijiang si respira la Cina turistica all'ennesima potenza.
Cinque milioni di visitatori all'anno.Lijiang, ristoranti e lanterne rosse La città vecchia è una meraviglia, quattro chilometri quadrati di "zona vietata al traffico", attraversata da corsi d'acqua e canaletti, le vie lastricate di pietra lucida calpestata da milioni di piedi in cerca di effetti scenografici mozzafiato.
E la città vecchia non delude il turista. Un cuore pulsante di vita, di commercio, di viaggiatori vocianti, di cinesi che sputano per terra fregandosene di tutti, di negozianti accattivanti e gentili che ti invitano a visitare il loro modesto spazio trabordante di merce come un bazar.
Un numero esagerato di negozi espongono, vendono e ti invitano ad assaggiare il tè. La degustazione è un vero e proprio rito come quella del vino, per noi italiani, sorseggiato nelle nostre rinomate enoteche. Si trovano tutti i tipi di tè, di tutte le qualità, di annate diverse, di diverse provenienze esattamente come tra un barolo e un sangiovese.

Il rito della degustazione del tè è affascinante, vengono scaldate le ciotole con acqua calda e una volta versato il tè lo si annusa,si sorseggia, si assapora e poi si deglutisce in una esplosione di retrogusti.
La città di sera è una enorme distesa di lanterne rosse e di luci che ne esaltano le forme e i contorni. Lijiang sembra una enorme cartolina sfavillante che afferra e avvolge il turista conducendolo per le strette stradine.

In questa terra ospitale vive la minoranza Naxi discendente da un'antica società matriarcale. E' una delle ventiquattro etnie presenti nello Yunnan, che qui a Lijiang attraverso il recupero dall'oblio fanno rivivere canti, balli,costumi diversi da quelli della Cina di oggi moderna e un po' cinica.
E pensare che qualcuno in Italia, a tutela dell'identità nazionale, ha deciso di rimuovere tutte le lanterne rosse collocate all'esterno dei locali cinesi !!

KunmingKunming è il capoluogo dello Yunnan e anche qui, come a Lijiang e a Guilin, la diversità ambientale e sociale con il Tibet balza agli occhi.
Già con l'altitudine si scende a meno di millenovecento metri .
Ma è la ricca vegetazione, l'esistenza di una agricoltura più efficiente, il confronto tra le montagne innevate e le zone brulle settentrionali, quasi aride, che fa la differenza di questa latitudine molto più a sud.
Una ricca varietà di piante ed animali che in Tibet non si immagina neanche.
Qui nel Guangxi siamo a sud della catena himalayana e la propaggine dell'altipiano tibetano morfologicamente cambia aspetto.

Con il volo da Kunming a Guilin affrontiamo il settimo volo aereo.