Salutiamo
il Tibet e voliamo da
Lhasa
verso Shangri-la.
Dall'aereo
si rivive lo spettacolo della vista delle montagne innevate della catena himalayana.
Un sole splendente ne accentua ulteriormente il fascino e la bellezza. Un
detto cinese dice:" la neve eterna può portare il sole e la luna
a perdere la loro luminosità".
Arriviamo
nella regione dello Yunnan che per i cinesi è la "
nuvola del sud" in quanto a sud della catena montuosa delle nuvole tibetane.
Un angolo di mondo incastonato
fra il Tibet, il Vietnam, il Laos e Myamar (la ex-Birmania)
ai più ancora nascosto e meta ideale per la varietà delle bellezze
naturali, la forte identità culturale e le componenti etniche.
Si
attraversano picchi innevati, foreste pluviali, laghi e pagode sino a Zhongdian
dove a tremiladuecento metri sul livello del mare James Hilton trovò
la mitica Shangri-la. Cittadini con abiti tradizionali coloratissimi
vivono tenendo fede agli antichi costumi matriarcali ed accolgono i visitatori
sempre con un sorriso. 
Da
Shangri-la a Lijiang viaggiamo in bus senza prima perderci lo spettacolo naturale
del "salto della tigre" del fiume Yangtze. Un corso
d'acqua torrentizio ed impetuoso, dal colore melmoso che scorre scavando anse
e improvvisando salti e sbuffi d'acqua.
A Lijiang
si respira la Cina turistica all'ennesima potenza.
Cinque milioni di visitatori
all'anno.
La città vecchia è una meraviglia, quattro chilometri quadrati
di "zona vietata al traffico", attraversata da corsi d'acqua e canaletti,
le vie lastricate di pietra lucida calpestata da milioni di piedi in cerca
di effetti scenografici mozzafiato.
E la città vecchia non
delude il turista. Un cuore pulsante di vita, di commercio, di viaggiatori
vocianti, di cinesi che sputano per terra fregandosene di tutti, di negozianti
accattivanti e gentili che ti invitano a visitare il loro modesto spazio trabordante
di merce come un bazar.
Un numero esagerato di negozi espongono, vendono e ti invitano ad assaggiare
il tè. La degustazione è un vero e proprio rito come quella
del vino, per noi italiani, sorseggiato nelle nostre rinomate enoteche. Si
trovano tutti i tipi di tè, di tutte le qualità, di annate diverse,
di diverse provenienze esattamente come tra un barolo e un sangiovese.
Il
rito della degustazione del tè è affascinante,
vengono scaldate le ciotole con acqua calda e una volta versato il tè
lo si annusa,si sorseggia, si assapora e poi si deglutisce in una esplosione
di retrogusti.
La città di sera è una enorme distesa di lanterne rosse e di
luci che ne esaltano le forme e i contorni. Lijiang sembra una enorme cartolina
sfavillante che afferra e avvolge il turista conducendolo per le strette stradine.
In
questa terra ospitale vive la minoranza Naxi discendente
da un'antica società matriarcale. E' una delle ventiquattro etnie presenti
nello Yunnan, che qui a Lijiang attraverso il recupero dall'oblio fanno rivivere
canti, balli,costumi diversi da quelli della Cina di oggi moderna e un po'
cinica.
E pensare che qualcuno in Italia, a tutela dell'identità nazionale,
ha deciso di rimuovere tutte le lanterne rosse collocate all'esterno dei locali
cinesi !!
Kunming
è il capoluogo dello Yunnan e anche qui, come a Lijiang e
a Guilin, la diversità ambientale e sociale con il Tibet balza agli
occhi.
Già con l'altitudine si scende a meno di millenovecento metri .
Ma è la ricca vegetazione, l'esistenza di una agricoltura più
efficiente, il confronto tra le montagne innevate e le zone brulle settentrionali,
quasi aride, che fa la differenza di questa latitudine molto più a
sud.
Una ricca varietà di piante ed animali che in Tibet non si immagina
neanche.
Qui nel Guangxi siamo a sud della catena himalayana e la propaggine dell'altipiano
tibetano morfologicamente cambia aspetto.
Con
il volo da Kunming a Guilin affrontiamo il settimo volo aereo.