Fintanto
che la pesca non inizia il cormorano addomesticato è legato alla barca
con una sottile corda.
Il
cormorano è un po' come il cane da riporto per un cacciatore o per
un cerca tartufi, senza con ciò voler paragonare il valore commerciale
del costosissimo "tubero" al prezzo più modesto del pesce.
Non è questo l'aspetto interessante del confronto quanto invece la
profonda ubbidienza e sottomissione dell'uccello all'uomo. Anche dopo che
la zampa viene liberata dal legaccio fissato alla zattera il cormorano non
scappa.
E' la simbiosi incredibile che si sviluppa tra i due. E' la grazia e l'eleganza
con le quali il cormorano segue, senza disubbidire, i comandi ritmati del
pescatore.
Un cormorano può pescare al giorno almeno venti chili di pesce.
Normalmente un pescatore può possederne fino a quattro o cinque.
L'uccello si immerge in apnea come un subacqueo scendendo anche per diversi
metri sotto la superficie dell'acqua.
Afferrato il pesce con il becco tenta di inghiottirlo; con la piccola pezzatura
gli riesce ma per quella di maggiori dimensioni gli è impedito da un
laccio che gli stringe il lungo e sottile collo. Tornato in superficie, il
cormorano si riporta sulla barca, con il collo rigonfio di pesce, che il pescatore
recupera ponendolo in una cesta di vimini.
Il cormorano è molto abile nel pescare. Nell'acqua dà l'impressione
di trovarsi a proprio agio e dalla zattera si tuffa in modo elegante scivolando
via e immergendosi per vari minuti.
Sott'acqua è come un siluro, tanto le sue forme sono affusolate e aerodinamiche.
La luce delle lampare lo aiuta a riemergere nelle vicinanze della zattera
per poi scomparire di nuovo alla ricerca di qualche altra preda.
Per i turisti, la pesca al cormorano, è un'autentica attrazione, per
i pescatori un importante integrazione economica al modestissimo reddito.