Visto che qualcuno ha già provveduto,anche in maniera molto organizzata,
a descrivere nei minimi particolari ogni tappa del nostro viaggio, io ho pensato
di raccontare la Cina, attraverso le sensazioni coloristiche dei ricordi rimasti
nella mente.
Appena siamo arrivati
a Pechino ho avuto una immagine molto grigia della città avvolta in
una atmosfera opalescente e incolore; visitandola poi, mi sono accorta che
Pechino ha un'anima molto vibrante e che la vitalità della città
ha superato il grigiore.
Nella città di Xian abbiamo visitato il Museo dove si trova
l'esercito di terracotta, qui l'emozione è stata grande, perchè
tutto questo patrimonio immenso, rimasto tanto tempo sotto terra , è
tornato a risplendere davanti ai nostri occhi.
Purtoppo la terra ne ha divorato la policromia e a noi rimane solo la fantasia
di immaginare.
Siamo ripartiti per raggiungere il Tibet.
Lo spettacolo di questo ambiente ha offerto ai miei occhi la meraviglia di
una luce che mette in evidenza i colori di una natura molto selvaggia, la
sua potenza è tale da lasciare il segno sui volti della gente che assume
un colorito bruno e molto marcato.
Così anche la terra,di colore ferruginoso, e pure le montagne, che
si stagliano contro il cielo azzurro intenso, creano un paesaggio tipicamente
lunare e, direi, una cosa unica nel suo genere.
Arrivati a Sangrilla
la mia emozione ha raggiunto il massimo. Il paesaggio stupendo, quasi
da favola, mi ha catturato e, con i suoi colori, infondeva una sensazione
di pace tutto intorno.
Colori dai toni verdi così delicati, in contrasto con quello delle
vecchie case di legno inscurito dal tempo, creavano una atmosfera veramente
bella, anzi sembrava di stare in un luogo senza tempo.
Dopo Sangrilla abbiamo
raggiunto Guilin, la Cina magica dei poeti e dei pittori.
Il paesaggio mi ha fatto ricordare i colori delle antiche stampe cinesi.
Le risaie a terrazze, che gli agricoltori coltivano ancora con sistemi antichi,
viste dall' alto, mano a mano che si sale, hanno un effetto ottico singolare,
sembrano delle enormi spirali che si elevano verso il cielo disegnando il
paesaggio in maniera veramente particolare.
La gita sul fiume Li mi è piaciuta molto perché ha offerto la visione di un paesaggio quasi surreale con i pinnacoli dalle forme strane che si snodavano lungo il percorso. A Yanshuo ho visto un altro paesaggio molto interessante. Le distese dei campi e il verde bellissimo, immersi in una atmosfera di luce, davano l'illusione di immagini finte.
Il ritorno a Pechino è
stata l'ultima tappa del nostro viaggio.
I tempo è stato molto bello, forse il vento aveva spazzato via la nebbia
e così il cielo appariva molto terso.
Che cosa ricordare ?
La Grande Muraglia,
di una bellezza veramente suggestiva, sembrava un lungo serpentone che si
inerpicava lungo le montagne offredo una visione spettacolare.
La Città proibita dall'aspetto coloristico indimenticabile sostenuto
soprattutto dalla armoniosità della architettura, con i tetti e le
tegole smaltate dai colori vivacissimi.
Piazza Tien An Men è il cuore di Pechino e un po' la storia
politica della città.
In mancanza di aspetti coloristici importanti altre sono state le sensazioni:
il sole e il vento in questa grande piazza riuscivano ad animare ogni cosa,sembrava
che il passato volesse farsi sentire ancora attraverso i rumori.
Per finire voglio fare un accenno all'arte culinaria cinese, dotata di una vasta gamma di sapori e di colori: carni, verdure, frutta, riso, thè al gelsomino, o birra buonissima .Una cucina molto sana che non ha niente a che fare con quella conosciuta da noi.
La cosa poi che mi ha
stupito più di tutto è stata l'armonia che si era creata nel
nostro gruppo; ne sento ancora la nostalgia.
E questo è il grande colore della amicizia.
Ciao a tutti Lia
Elaborazione grafica a cura di Lia Garavini e Giovanni Foschi www.lialab.it