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Via Crucis: Chiesa di S. Martino Vescovo San Martino in Villafranca Forli' Italia (1993)

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Olio su tela
Tecnica mista e Grafica, le matite

by Lia Garavini
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Via Crucis: Chiesa di S. Martino Vescovo San Martino in Villafranca Forli' Italia (1993)


1995 Via Crucis

olio su tela , due pannelli di dimensione 7m x 0,8m

1995 Via Crucis


Gesù nell'orto degli Ulivi Gesù tradito da Giuda Gesù è condannato dal Sinedrio Gesù è rinnegato da Pietro Gesù è giudicato da Pilato Gesù è flagettato e coronato di spine Gesù è caricato della croce Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce Gesù incontra le donne di Gerusalemme Gesù è crocifisso Gesù promette il suo regno al ladrone Gesù in croce affida la madre al discepolo Gesù muore sulla croce Gesù è deposto nel sepolcro Via Crucis testi a cura di Gabriella Tronconi 1993

Testo a cura di Gabriella Tronconi                           San Martino in Villafranca (Forlì) 1993

Nell' ambito della riforma liturgica della "Via Crucis ", la sensibilità attenta al rinnovamento di don Franco Zaghini e la sua attenta cura nell'abbellire la chiesa parrocchiale, hanno coinvolto la pittrice Lia Garavini, originaria di San Martino in Villafranca, che ha realizzato un'interessante opera composta da 14 tele che ben si inseriscono nel contesto architettonico della Chiesa.
Nelle stazioni, assemblate ed esposte a due gruppi di sette, la pittrice ha inteso esprimere sia lo spirito innovativo della proposta, sia l'antica tradizione pittorica in cui si tende ad esporre al popolo, in termini narrativi e visivi, la storia della "via dolorosa".
Nel complesso si tratta di una serie di rappre¬sentazioni che con rapidi ed efficaci tratti tendono all'essenzialità del simbolo senza ri¬nunciare ad una struttura sulpiano della com¬posizione che esalta lo spazio dell'azione dei personaggi, sul modello della "Biblia pauperum", cioè di immagini che raccontano al popolo la storia sacra.
Lia Garavini sa cogliere nelle tele, con sicure pennellate, sia il momento drammatico del tradimento e della condanna, sia quello dolce dell'incontro e del perdono.
Se pittoricamente matura risulta la scelta dei colori spenti, dal pastello al grigio, che esprimono la tristezza della sofferenza, altrettanto ben inseriti sono i toni scuri ed i bagliori rossastri che fissano il dramma dell' uomo- Dio caricato dei mali del mondo.
Su uno sfondo stilizzato, in cui il cielo, lontano, impenetrabile sembra testimoniare l'opacità dell'uomo e della terra non ancora illuminati dalla redenzione, emergono in rapidi tratti salienti, ma suggestivi, gli scorci di una Geru¬salemme merlata e violenta, da cui spuntano forme anonime di uomini pronti all'aggressione e a colpire.
L'autrice, per descrivere gli eventi che vanno oltre il tempo storico in cui accaddero, privilegia, rispetto alla globalità analitica del discorso pittorico, l'essenzialità di alcuni particolari. Fra questi ci piace sottolineare la scelta di rivolgere costantemente il volto dei personaggi verso il basso, con lo sguardo teso del fedele che prega, modo da cogliere la potenziale unità fra l'immagine sacra ed il popolo di Dio.

I - Gesù nell'orto degli Ulivi
La pittrice ha rappresentato Gesù che prega da solo: egli riflette su dì sè tutta la solitudine dell uomo che si sente smarrito nella sofferenza, senza conforto; è qui presente e vibra una tensione tutta moderna, esaltata da una schietta strutturalità della figura colta nel momento topico della rinuncia di sè, per abbondanarsi alla volontà del Padre.
Il -  Gesù tradito da Giuda
Il tradimento è stato sintetizzato nellafigura di Giuda che volta le spalle e non ha il coraggio di guardare Gesù negli occhi; con un tratto di rigore prospettico l’apostolo sembra meditare anche sulle conseguenze della sua decisione di tradire, che vanno oltre al gesto compiuto.
III   Gesù è condannato dal Sinedrio
Gli occhi freddi del potere evidenziano un distacco crudele ed indifferente alla giustizia. Il potere è paludato e quasi si nasconde, con facce impenetrabili che finiscono, con un efficace scorcio compositivo, in volti anonimi, tutti uguali. Si intravvedono sullo sfondo, parte strettamente íntegrante del messaggio, i caratteristici luoghi emblematici del potente: il balcone, il castello, le prigioni buie.
IV   Gesù è rinnegato da Pietro
La situazione dell opostolo Pietro è ben colta come condizione umana. Egli è rappresentato con vigore popolare, nel momento in cui si rende conto dell'errore commesso, quasi nell'attimo, emotivamente narrativo, in cui il gallo canta e risveglia in lui quella coscienza che non ha saputo ascoltare.
V   Gesu è  giudicato da Pilato
In questa tela emerge tutta la dignità di Gesù che accetta la legge degli uomini e abbassa gli occhi, ma con fierezza; nel momento della condanna emerge, con sapienti tratti di sobrie linee di contorno, la sua figura di re; sta per essere consegnato ad una folla acceccata che sceglie la liberazione di Barabba.
VI   Gesù è fiagellato e coronato di spine
Con un taglio sintetico ed un'audace impostazione figurativa la pittrice evidenzia le mani anonime che rivestono Gesù di Porpora e gli mettono la corona di spine al capo; mani sconosciute lo battono. Ci viene proposto un gesto naturale di Gesù colto mentre chiude gli occhi contratto nel dolore e nella consapevolezza del mistero.
VII   Gesù è  caricato della croce
La croce appare stagliata nel cielo, messaggio di morte e di risurrezione;  la pittrice la rappresenta con notevole suggestione, come una grande 'ìcs ": l'incognita, che la coscienza di ogni uomo ricerca, per il messaggio di rigenerazione. Steso sulla terra Gesù è macerato dalla sofferenza, seme e nutrimento per far spuntare il geme della pace.
VIII   Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce
Al centro della tela sono dipinte due mani che si incrociano e si uniscono nella condivisione dellafatica: una sorta di abbraccio attraverso il legno della croce. Come nella sesta stazione la pittrice lascia parlare le mani. E’ la mano che ci aiuta quando meno ce lo aspettiamo e che emerge dalla folla anonima, dallapartepiù improbabile delle nostre conoscenze.
IX – Gesù  incontra le donne di Gerusalemme
Gesù è rappresentato nella sua austerità e sembra insegnare solennemente alle donne addolorate che non giova battersi il petto e piangere ma occorre fare qualcosa per rimuovere le incrostazioni delle nostre abitudini.
X   Gesù è crocifisso
La pittrice in questa tela arricchisce il contenuto della sua fatica realizzando un'opera matura: non vi è infatti alcun indugio pittorico sul sangue e sui chiodi, ma ci presenta Gesù schiacciato dai peccati del mondo. Un corpo pesante e inerte, attaccato alla croce, in bilico fra terra e cielo, con lo sguardo che indugia verso l’umanità.
XI – Gesù promette il suo regno al ladrone
Interessanti, nell'impostazione prospettica, le figure di Cristo e del ladrone colte di prolilo, alle spalle; il centro ottico del quadro è nell'incrociarsi degli sguardi dolenti ai quali si rivela il mistero della salvezza; le croci sono distinte, ma simbolicamente si avverte la forza del perdono che affratella.
 XII   Gesù in croce affida la madre al discepolo
Rigoroso, sintetico ed essenziale il messaggio: nel volto della Madonna viene esaltata la purezza e in quello di Giovanni la giovinezza e sullo sfondo è dipinta in dissolvenza la croce, simbolo della storia dell’ umanità.
 XIII   Gesù muore sulla croce
Anche in questa tela balza all'occhio la novità pittorica: la figura irrigidita di Cristo morto è stata inserita in uno sfondo di case, per indicare che Cristo è morto per noi, per la nostra quotidianità, dove dolore, vita e morte assumono un significato solo se si riflettono in Cristo.
 XIV – Gesù  è deposto nel sepolcro
C'è delicatezza e tanta dignità nella infinita ed indicibile sofferenza dei volti resi inespressivi dal dolore. La cromaticità della tela dà spessore al dramma: l'effetto atmosferico del pastello e del grigio che ci hanno accompagnato fin dall'inizio del percorso, esalta un intreccio complesso di linee e di volumi che bene esprimono il groviglio dei sentimenti e delle sofferenze dell'umanità.